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Oggi esistono alcune forme di
investimento a brevissimo termine, ciascuna con vantaggi e
svantaggi: conti di deposito, fondi di investimento ed ETF
(escludiamo i Pronti Contro Termine, dato che in genere richiedono
investimenti cospicui).
Vediamo dunque un confronto tra
questi:
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Conti di Deposito |
Fondi
Comuni di investimento (liquidità) |
ETF di
liquidità |
| Interesse Medio |
Di solito
superiore al tasso BCE |
in genere pari
al tasso BCE |
in genere pari
al tasso BCE |
| Tassazione |
27% |
12,5% |
12,5% |
| Commissioni di gestione |
0 |
da 0,16% a
0,80% |
in genere
sullo 0,16% |
| Commissioni varie
(ingresso/uscita/intermediazione) |
0 |
dipende dalla
Banca |
in genere
0,20% max 20 euro (se si utilizzano banche online) |
| Giorni per riavere la
disponibilità del proprio denaro sul c/c |
Qualche giorno
per il bonifico dal conto di deposito al conto di appoggio |
In genere una
settimana o poco più |
Qualche giorno |
| Garanzia in caso di
fallimento della Banca |
103 mila euro
(fondo interbancario) |
I titoli del
Fondo sono separati dal patrimonio della Banca.
Si rischia solo in caso di fallimento delle nazioni o
società emittenti le obbligazioni/titoli di Stato |
I titoli
dell'ETF sono separati dal patrimonio della Banca.
Si rischia solo in caso di fallimento delle nazioni o
società emittenti le obbligazioni/titoli di Stato |
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Come si può vedere dalla tabella qui sopra,
ciascuna soluzione presenta vantaggi e svantaggi. I conti di
deposito, nonostante la tassazione sfavorevole (27% contro 12,5%),
sono quelli che restituiscono un rendimento più alto.
In caso dei Fondi Comuni di Investimento, le
commissioni della Società di gestione del Fondo possono erodere gran
parte dell'interesse maturato dai titoli da cui il fondo è composto,
soprattutto in periodi in cui il tasso della BCE è molto basso.
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